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Da REPUBBLICA del 09/03/2010

Teatro Celebrazioni
Bonaveri: "Con i poeti canto le città invisibili"
(Gianni Gherardi)

GERMANO Bonaveri entra nelle "città invisibili" col suo nuovo disco e lo presenta stasera al Teatro delle Celebrazioni (ore 21, 13 euro, info 0516153370). Dividerà il palco con Antonello D'Urso chitarra, Nicola Morali pianoforte, Luca De Riso basso e Gabriele Palazzi Rossi batteria. Per il 42enne cantautore bolognese con voce profonda da vero interprete, la critica ha avuto giuste parole di elogio, tanto da paragonarlo a De Andrè e Guccini («Sono onorato di essere classificato in quel filone perché significa che riesco a comunicare dei contenuti» dice), ma nel suo universo espressivo trovano posto anche i poeti italiani, tanto che nel brano che dà il titolo al disco c'è un richiamo a Calvino: «Vero, ma c'è' un richiamo in tutto il disco al tema dell'invisibilità da vari punti di vista, intesa come quella coatta a cui sono costretti quelli che non appartengono a nessun circo mediatico o politico, ma anche quella che è determinata dall'indifferenza in cui ognuno si nutre del proprio egocentrismo e si preoccupa solo di sembrare. E' più un lavoro sull'invisibilità. Ma i miei maestri sono anche i grandi poeti italiani da Carducci in poi, fino a Ungaretti, ma anche Pessoa e Marquez. Chi considero ineguagliato nei testi, sembrerò blasfemo ma non è secondo nemmeno a Dylan, è lo Springsteen fino a metà anni `80''.
Di Bologna, Bonaveri dà un giudizio dolceamaro: «E' una città strana. Paradossalmente ho richieste di concerti dall'Inghilterra e dalla Francia ma suonare nella mia città è da sempre un'impresa epica. Più facile che mi chiamino a 500 km di distanza ma qui se tolgo quei due locali che mi conoscono storicamente è quasi impossibile suonare. Bologna ha un grande potenziale culturale ma le leve sono in mano a poche persone.
Credo ci debba essere un forte richiamo ad una nuova Resistenza, perlomeno culturale, e anche per questo ho in mente alcuni progetti con l'Anpi».

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AGI: BONAVERI, GLI INVISIBILI NEL NUOVO DISCO DELL’ANARCO-POETA

(di Cesare Vanzella) - (Vai alla pagina di AGI)

(26 giugno) - Germano Bonaveri somiglia tanto al comandante di un dirigibile che sfrutta le correnti d’aria per allontanarsi e avvicinarsi al suolo, facendo cenni per indicare, a chi abbia ancora voglia di sollevare il capo, che un altro orizzonte e’ possibile. “Citta’ invisibili”, il nuovo disco del cantautore bolognese e’ la folgorante risposta di chi non si arrende, di chi pensa si possa vivere in un paese lontano dalle vergogne e sciatterie quotidiane. Bonaveri, al suo terzo disco, e’ cresciuto, lascia da parte qualche slogan di troppo, invettive e moniti. Si fa trasportare dal vivere quotidiano per mettere a fuoco l’invisibilita’.

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Il “Poeta Contemporaneo” della musica

aevDal sito GENZIANATRAIFIORI.IT

Con un concerto tenuto a Bologna il 9 marzo scorso, presso il Teatro delle Celebrazioni, ha inaugurato “Le Città Invisibili Tour 2010” e presentato il suo nuovo album, composto da brani che sono un confronto di idee con chi ascolta. Germano Bonaveri è infatti un Poeta Contemporaneo che nelle sue canzoni non ha timore ad esprimere le sue idee sulla quotidianità della vita. Oggi lo intervistiamo per approfondire la sua attività di musicista, ringraziandolo fin da ora per la disponibilità che ha voluto dare a questa intervista.

D: Ogni tuo album ha una storia, un filo conduttore preciso. A quale di questi sei più legato, sia professionalmente che emotivamente, e per quale motivo?

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Il "Poeta Contemporaneo" torna a far sognare il pubblico

Di GENZIANA RICCI (vai al sito)

Un cantautore dotato di grande capacità di comunicazione con il pubblico. Germano Bonaveri è salito sul palco del Teatro delle Celebrazioni il 9 marzo 2010 presentando il nuovo album "Le città invisibili". Un concerto scandito da molte emozioni e da sonorità ritmiche, in onore alla migliore tradizione musicale italiana.

Non appena appaiono i musicisti sul palco il pubblico scoppia in un applauso. Si tratta del concerto "Le città invisibili TOUR 2010" di Germano Bonaveri tenutosi presso il Teatro delle Celebrazioni di Bologna il 9 marzo 2010, in occasione del quale l'artista presenta il suo nuovo, attesissimo ed omonimo album.
Il brano col quale apre il concerto è proprio "Le città invisibili", ispirata al capolavoro di Italo Calvino, con la quale ripercorre i momenti biografici dello scrittore intrecciandoli con l'atmosfera irreale del libro.
E poi a seguire gli altri brani: "Danza", "Controvento", "Miraggi", "Clandestino", "Onde", "Il Ragno", "Inverno", "Lettera al figlio", "Natale". Sono tracce di vita e riflessioni sulla diversità, l'era tecnologica, la solitudine e la paura del domani, sull'esistenza e la resistenza, l'amore che fugge, la libertà e la consapevolezza.
Alcune di esse sono state composte sulle musiche di alcuni dei componenti del suo gruppo. Un gruppo di musicisti talentuosi, col quale Bonaveri dimostra una notevole sinergia: Antonello D'Urso (chitarra), Nicola Morali (pianoforte), Luca De Riso (basso), Gabriele Palazzi Rossi (batteria).
Non sono mancati brani tratti dai precedenti album che hanno coinvolto il pubblico in una giostra di emozioni infinita, poiché le canzoni di Germano Bonaveri sono in grado di avvicinarsi incredibilmente alla quotidianità di ognuno di noi, coinvolgendo tutte le nostre vite.
Alcuni sono un omaggio alla migliore tradizione musicale italiana, alla musica di De Andrè o Guccini. In altri riconosciamo la melodia del jazz, ritmi sudamericani, folk o blues.

La presenza di Bonaveri sul palco infonde nelle persone un senso di benessere emotivo e di libertà infiniti. Il cantautore accompagna le sue canzoni con mimica, gestualità ed una bellissima voce, forte e decisa. Nelle sue canzoni e nella sua musica è riconoscibile un "Poeta Contemporaneo", che non ha timore ad esprimere in modo spontaneo le sue riflessioni sulla società di oggi, senza dimenticare i sentimenti e le emozioni che accompagnano da sempre l'esistenza. Questo poeta della vita ha tantissimo da dire e sa come farlo con estrema naturalezza e originalità.

E posso garantire che, alla fine del concerto, scendere da quella "giostra" incantata, fatta di esperienze di vita, sogni ed idee è stato molto duro.

Un ringraziamento al Teatro delle Celebrazioni, in particolare Valentina Zerbini, per il gradito invito all'evento e la consuetà disponibilità. Inoltre allo staff di Germano Bonaveri, in particolare Patrizia Muzzi, per la grande professionalità e disponibilità dimostrate. Infine a Germano Bonaveri ed ai componenti del gruppo, per le emozioni che spontaneamente ci hanno regalato.

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Da REPUBBLICA del 09/03/2010

Teatro Celebrazioni
Bonaveri: "Con i poeti canto le città invisibili"
(Gianni Gherardi)

GERMANO Bonaveri entra nelle "città invisibili" col suo nuovo disco e lo presenta stasera al Teatro delle Celebrazioni (ore 21, 13 euro, info 0516153370). Dividerà il palco con Antonello D'Urso chitarra, Nicola Morali pianoforte, Luca De Riso basso e Gabriele Palazzi Rossi batteria. Per il 42enne cantautore bolognese con voce profonda da vero interprete, la critica ha avuto giuste parole di elogio, tanto da paragonarlo a De Andrè e Guccini («Sono onorato di essere classificato in quel filone perché significa che riesco a comunicare dei contenuti» dice), ma nel suo universo espressivo trovano posto anche i poeti italiani, tanto che nel brano che dà il titolo al disco c'è un richiamo a Calvino: «Vero, ma c'è' un richiamo in tutto il disco al tema dell'invisibilità da vari punti di vista, intesa come quella coatta a cui sono costretti quelli che non appartengono a nessun circo mediatico o politico, ma anche quella che è determinata dall'indifferenza in cui ognuno si nutre del proprio egocentrismo e si preoccupa solo di sembrare. E' più un lavoro sull'invisibilità. Ma i miei maestri sono anche i grandi poeti italiani da Carducci in poi, fino a Ungaretti, ma anche Pessoa e Marquez. Chi considero ineguagliato nei testi, sembrerò blasfemo ma non è secondo nemmeno a Dylan, è lo Springsteen fino a metà anni `80''.
Di Bologna, Bonaveri dà un giudizio dolceamaro: «E' una città strana. Paradossalmente ho richieste di concerti dall'Inghilterra e dalla Francia ma suonare nella mia città è da sempre un'impresa epica. Più facile che mi chiamino a 500 km di distanza ma qui se tolgo quei due locali che mi conoscono storicamente è quasi impossibile suonare. Bologna ha un grande potenziale culturale ma le leve sono in mano a poche persone.
Credo ci debba essere un forte richiamo ad una nuova Resistenza, perlomeno culturale, e anche per questo ho in mente alcuni progetti con l'Anpi».

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Da AGI: GERMANO BONAVERI IN CONCERTO A BOLOGNA PRESENTA IL NUOVO CD

Trascrivo da AGI (Agenzia Giornalistica Italiana):

(AGI) - Roma, 8 mar. - Nuovo album per Germano Bonaveri. Domani sera al Teatro delle Celebrazioni, a Bologna, il cantautore presentera' in anteprima al suo pubblico "Le citta' invisibili", il nuovo disco che uscira' nei primi giorni di aprile su etichetta Warner/Fabbrica di Parole & Musica.
Undici brani, piu' un recitato, che recano un tributo all'invisibilita'.
"L'omaggio a Calvino sta solo nel titolo - spiega Bonaveri - per il resto il disco e' dedicato agli invisibili, a tutte quelle persone costrette all'immaterialita' perche' sconosciute, perche' non inserite nel circo mediatico e di potere, perche' marginalizzate dall'egocentrismo di quest'epoca". Questo terzo album di Bonaveri, dedicato al padre ("che oggi sorriderebbe compiaciuto") e a Beppe Quirici ("che avrebbe voluto seguire anche questo progetto, se il suo tempo fosse stato magnanimo") ha tre brani attorno a cui ruota: sono "Natale", "Lettera al figlio" e "Clandestino". Lasciamoli spiegari a Bonaveri. "In 'Natale' affronto l'invisibilita' in chiave di sofferenza, penso alla vecchiaia oggi vissuta come malattia da nascondere e a quanto si differenzia dal concetto affermato nell'antica Grecia. 'Lettera al figlio' presta attenzione alla parte infantile che c'e' in ognuno di noi, mentre 'Clandestino' osserva le gesta dei tanti disperati alla ricerca del nuovo mondo. Mi colpisce poi l'etimologia della parola clandestino.
Qui da noi: significa 'chi sta in agguato nell'ombra e odia la luce'. In Francia, piu' civilmente, li chiamano 'senza documenti'". L'album, arrangiato da Bonaveri, D'Urso e Bruno, apre la strada a un tour teatrale che avra' due date in Europa e a una serie di showcase su e giu' per l'Italia che toccheranno librerie e centri commerciali. E poi c'e' un progetto lontano dal mondo della musica. "Ho in programma un libro di racconti scritto a quattro mani", fa sapere Bonaveri che aggiunge: "sta crescendo bene, da subito me ne sono innamorato".

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La Stampa 27/08/09

Un articolo de "La Stampa" del 27/08/09 in occasione del concerto a Castagnole delle Lanze per il CONTRO Festival. CLicca sull'immagine per leggere l'articolo.


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Grazie a Isa .

Che dire? Un articolo che mi ha procurato una sensazione di riconoscenza, perche' dimostra che si puo' ancora sperare e pensare di fare musica d'autore (sia un tributo che un concerto delle cose che scrivi) e trovare qualcuno attento, appassionato e partecipe che vede invece di guardare, ascolta invece di capire. Grazie :)

Per chi volesse leggere, posto articolo e link del sito, raggiungibile cliccando qui

Germano Bonaveri,

un'infinita idea di libertà e di originalità

Se ci sono alcuni che aspettano la pioggia per non piangere da soli, ce ne sono invece altri che quando piove e tanto come venerdì scorso 10 luglio piangono e si disperano.

Presto detto il perché. Le feste all'aperto e gli incontri musicali quando piove vengono malissimo, anzi non vengono per niente e risultano regolarmente annullati e rimandati a data da destinarsi. Un simpatico modo di dire per non agitare la gente e tenerla sospesa in un limbo indolore. Tutti hanno piena consapevolezza nel profondo che, poi, queste date, una volta perse, non si ri-destinano mai...

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Gli schiaffi in faccia di Germano Bonaveri

Pubblicato da Lucaniart

Un po’ di tempo fa, nei miei vagabondaggi musicali, mi sono imbattuto credo in una raccolta di Germano Bonaveri e i Resto Mancha. La ascoltai, mi colpì molto e la lasciai, metaforicamente a fermentare pensando che come il mosto avrei dovuto aspettare che diventasse buon vino. Ho aperto la cantina, l’ho assaggiato e quella che era stata solo un’impressione si è trasformata in una certezza. Dal mosto è fuoriuscito dell’ottimo vino! E questo mi permette di ringraziare chi con me condivide quest’ottimo vino, mi riferisco alla padrona di casa: Maria Pina Ciancio! Ma dopo aver degustato, passiamo ad un’analisi un po’ più approfondita del sapore, del gusto, del contenuto di questo vino, onde evitare che poi alla fine ci si ubriachi di solo odore! Leader del gruppo “Resto Mancha”, Germano Bonaveri, emiliano doc esordisce nel 2007 come solista con un album dalle forte tematiche sociali “Magnifico”, tra brani dal sapore etno – folk molto ritmati e venature jazz con virate dal tocco cantautoriale che si alzano potenti e forti in versi come: “Sarà che un telegiornale/non può convincermi fino in fondo/e ormai ci sembra normale/qualunque guerra di questo mondo/”, oppure “Sarà che un’ altra umanità/altrove ha fame davvero/e noi facciamo la guerra/per un fottuto barile di oro nero”. Le canzoni di Bonaveri parlano di influenza della televisione e della politica sulle nostre vite, invitandoci a rompere gli schemi, da un lato cercando di riconoscere le diversità o le differenze, da un altro lato invitandoci alla partecipazione. Canzoni di resistenza dunque, perché esprimono una volontà di non adeguarsi ai parametri comuni di un vivere veloce. leggero ed alla moda (fast, easy, trendy!) e che si ergono contro i filosofi all’acqua di rose, contro gli opinionisti presenzialisti, contro gli psicologi pressappochisti, contro appunto quel pensiero comune che ha bisogno di capri espiatori su cui puntare il dito per alleggerire la propria coscienza, per sentirsi amati ed amabili, rispettati e rispettabili. Canzoni nate per comunicare, per inviare messaggi diretti e precisi.