RER - Intervista a Bonaveri

Sono lieto di segnalarvi che sia su Radio Online dell'Emilia-Romagna sia su Magazzini-Sonori - Il portale della musica dell'Emilia-Romagna hanno pubblicato l'intervista a Germano Bonaveri  effettuata da RadioEmiliaRomagna e dedicata al nuovo album L'ora dell'ombra rossa: una pagina apposita sul sito di RadioER e una nota al profilo di Germano della Free Zone sulla home dei Magazzini:

- sul sito della Radio: pagina con streaming e podcast scaricabile, con l'intervista a cura di Cinzia Leoni ed Angela Benassi

- sul sito dei Magazzini Sonori: una nota sulla home page con rimando alla scheda personale della FreeZone, con i brani dell'album

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CANZONI CONTRO LA GUERRA

CGLGCon grande orgoglio e riconoscenza tributo al mio amico Marco Valdo M.I. uno dei suoi meravigliosi adattamenti dall'italiano al francese di un mio brano, nella fattispecie LETTERA AL FIGLIO, per il sito Canzoni Contro La Guerra, che vi esorto a seguire e sostenere.Ed e' grazie a Marco Valdo M.I. ed al suo lavoro di resistente e partigiano che oggi posso annunciare che sarà di prossima pubblicazione la versione in francese de L'ORA DELL'OMBRA ROSSA.
Sono felice, perché state facendo accadere quello che ho sempre sostenuto: le canzoni non sono di chi le scrive o le canta, ma sono di chi le ascolta.

Grazie a Marco Valdo M. I. , ed a tutti voi.

 

Version française – LETTRE À MON FILS – Marco valdo M.I. - 2011
Chanson italienne – Lettera al figlio – Germano Bonaveri – 2010


Lucien l'âne mon ami, je vais te faire un cadeau... car, vois-tu, une année nouvelle commence et il est de coutume de faire un cadeau aux amis. Et je vais y joindre deux autres chansons, mais de langue française, qui me paraissent donner à celle-ci un écho qui la magnifie... Cette chanson est de Germano Bonaveri, que j'ai déjà traduit, et de cette nouvelle traduction et de ses échos, je lui fais cadeau aussi... La chanson elle-même s'intitule : Lettre à mon fils et elle est assez émouvante.

Voilà un titre qui m'intrigue, dit Lucien l'âne en souriant... Que peut-on bien raconter à son fils ?

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L'ORA DELL'OMBRA ROSSA (JAM/ DIC 2011)

di ROBERTO CASELLI

Bonaveri Germano su JAM"I tarocchi, come metafora dell'attuale realtà sociale, del cantautore metalmeccanico"

Un concept album sugli arcani maggiori? Sì, ma con un'elaborazione simbolica particolare e contestualizzata alla nostra realtà sociale, questo è L'Ora dell'Ombra Rossa, terzo lavoro di Germano Bonaveri. Già la dedica, da cantautore metalmeccanico, alla FIOM e al suo leader Maurizio Landini, ma in realtà "a tutti coloro che lottano contro la vergogna di questo sistema immorale" la dice lunga su ciò che ha convinto Bonaveri a scrivere queste canzoni. Ogni arcano trova una perfetta tipologia sociale a cui essere dedicato e l'artista bolognese lo fa con durezza, ma anche con talento. Trova le giuste  musiche da abbinare ai testi e poichè questi ultimi sono fortemente caratterizzati, la sua consueta vena melodica si fa contaminare dal rock, un rock a volte dall'impatto formidabile, altre volte che lascia il posto ad accenni di hip-hop. E' bravo Bonaveri a scegliere le giuste metafore e a comporre canzoni importanti non solo per le cose che dice, ma anche per la forma lessicale e letteraria che usa. E poi il timbro affascinante della voce che accompagna tutto il disco e lo rende ulteriormente godibile fa il resto. Sfilano così il Bagatto che rappresenta tutti i conformisti che preferiscono adattarsi al sistema per non rischiare colpi di vento, L'Appeso che invece comprende quella schiera di gente disposta al sacrificio pur di ricevere in cambio l'accettazione nel sistema, e poi via via l'Imperatore, il Diavolo, gli Amanti, la Giustizia, fino ad arrivare al Matto, l'unico che si salva perchè "non ha nè numero nè indirizzo". Davvero un bel lavoro. (****)

http://www.jamonline.it/pages/rivista.aspx?item_id=1535&ultimo=1

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Bonaveri: L'ORA DELL'OMBRA ROSSA

di Davide Vedovelli

cdBonaveri nasce nel 1968 a Bologna. Il suo stile di scrittura si interseca e si determina con lo studio della filosofia e dell’alchimia. Il suo fare musica si configura da sempre come una necessità esistenziale ed i suoi testi spesso rispecchiano tale condizione, intento com’è ad indagare nelle pieghe del quotidiano vivere.
Nel 2001 decide di dar corpo al suo progetto di cantautore, ed insieme a Luigi Bruno fonda il gruppo Resto Mancha, alla fine del 2006 Bonaveri inizia la collaborazione con Beppe Quirici ed affida a lui la produzione artistica del nuovo album, “Magnifico”, anch’esso con la produzione esecutiva di Parole & Musica (tra i musicisti ricordiamo Beppe Quirici, Mario Arcari, Elio Rivagli).
Il disco lo porta ad essere tra i finalisti del Premio Tenco 2007 e all’esibizione sul palco dell’Ariston affiancato dallo stesso Quirici e da Armando Corsi. (Bio ufficiale).
L'ultimo lavoro di Bonaveri si chiama “L'ora dell'ombra rossa”. Sta a metà tra il cantautorato impegnato ed il Rock. Che piace è la voce, la rabbia e la forza che Germano Bonavieri mette nelle sue canzoni.
Lo stile ricorda i vecchi cantautori francesi, ma con nuova forza e vigore. E' un disco incalzante, che vien voglia di ascoltarlo fino alla fine. L'impatto musicale è notevole e ben arrangiato. Ogni canzone si ispira, nel titolo e nel concetto, ad un tarocco. Ascoltando attentamente i testi si legge un viaggio interiore che Bonavieri ha fatto nello scrivere questo disco. Le canzoni fanno parte di un “concept” ben preciso, e vanno a delineare un progetto musicale ben definito.
Non cerca nuove strade, ma percorre bene quelle già tracciate. Agli amanti del genere piace sicuramente.
Ora resta l'esibizione live...che non ho ancor avuto il piacere di gustarmi. Ma guardando i video sul sito promette decisamente bene.

L’ORA DELL’OMBRA ROSSA

•LE BATELEUR
•LE PENDU
•L’EMPEREUR
•LE DIABLE
•LE CHARIOT
•LAMOUREUX
•LA JUSTICE
•LA ROUE DE FORTUNE
•LE MAT
•XIII
•L’HERMITE

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Disco della settimana su L'ISOLA CHE NON C'ERA

di Alberto Bazzurro

Alberto BazzurroDisco complesso, quest’ultimo del quarantatreenne cantautore bolognese, evidentemente calato in una fase di particolare fervore creativo. Disco che suggerisce, induce, diverse chiavi di lettura. La dicotomia più evidente è tra passato e presente, simbolo e realtà, metafora e denuncia. E già qui, di fatto, ci poniamo su sei diversi piani prospettici, perché ogni diade differisce in qualcosa dalle altre: da un lato, comunque, ancestralità, misticismo, storia mista a leggenda, esoterismo (il codice simbolico evocato è con tutta evidenza quello dei tarocchi), dall’altro la volontà di utilizzare questo intricato coacervo di “segni” per far passare, più o meno filtrato, qualcosa (molto) sull’oggi, su questa (post)modernità che stiamo vivendo/attraversando magari senza riconoscervisi fino in fondo.

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