JAM di Settembre 2010

Classica canzone d'autore. Un tempo si diceva che il personale e' politico: ecco.

di Roberto Caselli

COVER-JAM-173__smallIl cantautore Germano Bonaveri presenta il suo nuovo lavoro, CITTA' INVISIBILI, ispirato all'omonimo libro di Italo Calvino: 13 brani di spessore che confermano quanto di buono si era gia' intuito dal precedente MAGNIFICO. Un album di grande sensibilita' esistenziale e sociale. Il personale e' politico, si diceva tanti anni fa, ma per una volta lo slogan viene riesumato con intelligenza. I due pezzi che aprono l'album, DANZA e LE CITTA' INVISIBILI, sarebbero gia' sufficienti per consigliare senza riserve il disco. Le liriche hanno momenti di grande intensita' e la voce di Germano e' perfetta per dare loro la valenza giusta in termini di sensibilita' ed emozione. Un arpeggio di chitarra acustica sostenuto da violoncello, oboe e pianoforte, nel primo caso, disegna una melodia di grande dolcezza che sconfina inevitabilmente nella malinconia per la natura del testo ricco di dubbi e slanci emotivi non proprio condivisi. Procedendo nell'ascolto si incontrano altre canzoni di valore come MIRAGGI, storia della rinuncia di una dolce illusione, CLANDESTINO, visione chiara sulle contraddizioni e spesso le brutture della globalizzazione, IL RAGNO, bella metafora sull'imbecillita' come conseguenza del guardare indiscriminato e acritico della televisione, fino ad arrivare in chiusura con la ripresa di DANZA (ADIEU), ad una visione finalmente ottimista dettata dalla coerenza. Lucio Dalla, in segno di stima, ha voluto suonare il clarinetto in CONTROVENTO.

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