Le Città Invisibili. Il nuovo album di Germano Bonaveri

Di GENZIANA RICCI

3Il suo nuovo album "Le Città Invisibili" è caratterizzato da emozioni diverse: speranza, rabbia, malinconia, compassione, disillusione, consapevolezza, si fondono per creare un percorso nella società di oggi, negli incontri e nelle vicissitudini di tutti i giorni, nella vita degli invisibili. Germano Bonaveri ha il coraggio di mettere in luce le paure e i disagi umani, dimostrando il suo forte impegno sociale.

Straordinario interprete delle sue canzoni, con la sua voce decisa e coinvolgente, Germano Bonaveri crea l'ambientazione ideale alle sue musiche conducendoci nel mondo degli invisibili, fatto di contraddizioni e timori, speranze e paure.

Il brano che apre il disco è DANZA, una canzone che esprime disillusione e contraddizione. Possibilità e intenti coesistono tra le note della musica composta da Antonello D'Urso, uno dei membri del gruppo.

Il disco sarà chiuso poi dalla sua reprise (Danza-Adieu).
Con LE CITTA' INVISIBILI, Bonaveri rende omaggio all'omonimo capolavoro di Calvino. Riprende momenti del libro, in particolare nella parte che precede l'inizio del brano, nella quale una voce esterna legge uno stralcio dell'opera dello scrittore molto significativo per la canzone che seguirà, che racconta questo "lancinante mondo umano" , infernale e illusorio, nel quale pochi sanno distinguere ciò che davvero vale la pena vivere. Nel contempo, il brano fa riferimento a momenti biografici dello scrittore, dall'infanzia a Meridiana alla guerra vissuta come partigiano.
CONTROVENTO è una canzone che esprime la voglia di fuggire dal conformismo e dalle regole che la società ci impone. La voglia di libertà dalla nuova era tecnologica, che impone rapporti privi di contatto e fa apparire l'avvicinamento umano come un fatto ormai assolutamente straordinario.
MIRAGGI costruisce invece un ambiente quasi cinematografico, col deserto che descrive un'amore in fuga, l'abbandono e la sopravvivenza dopo la fine di una storia. L'immaginazione di un mondo senza più lei/lui, il sogno di quello che sarà, l'impressione del futuro imminente.
Altre canzoni affrontano il tema dell'emarginazione, come CLANDESTINO, la storia di un immigrato arrivato da "...un paese al di là del mare", che lotta per rifarsi una vita. La canzone racconta il viaggio della speranza ed il sogno di migliorare distrutti dall'emarginazione causata dall'ignoranza, dagli inganni, dalla mancanza di morale, dal sentirsi naufragare... fino al bisogno di tornare nel proprio Paese.
Canzone dolcissima e poetica, ONDE ci trasporta in un mondo fatto di incertezze sul domani e di solitudine. Bonaveri esprime anche la paura del domani per le future generazioni, la speranza che esse possano trovare la loro dimensione navigando tra le onde abbracciati a qualcun'altro, non più sole.
Ma nella vita, immancabili sono quelle persone che non si fanno scrupoli a sacrificare chiunque per il potere: IL RAGNO, infatti tesse la sua tela e la mosca, ignorante e superficiale, che finisce per intrappolarsi nella sua tela, rappresenta tutte quelle persone che fingono di non sapere o vedere, lasciando che tutto accada.
AD OGNI INVERNO è nata prima come poesia. Trasformata in musica, ci avvicina alle difficoltà del vivere la vita ed alla volontà di vivere bene, proprio "...perché ci tocca vivere". Un'altra dimensione non è possibile e, se anche lo fosse, sarebbe solo uno sfuggire ad altre troppe realtà che rinneghiamo oppure arrivare in un altro mondo fatto di nulla. E' un brano che invita a riflettere su ciò che abbiamo qui e come gestirlo per viverlo al meglio.
Germano Bonaveri dedica anche i suoi pensieri al figlio che non ha mai avuto. Con LETTERA AL FIGLIO è come se lasciasse una sorta di testamento, nel quale esprime il senso di protezione verso un bambino che dorme nella sua culla; la sua paura per quell'anima delicata, così fragile e pura, in un mondo fatto di avversità, è palpabile. Un padre che chiede al figlio di avere la forza di affrontare la vita, un padre che assicura al figlio che non lo abbandonerà, che sarà sempre con lui. E' la promessa che, credo, Bonaveri farebbe realmente, rivelando così la complicata immedesimazione nel ruolo di un padre che vuole il meglio per il figlio.
Questa è la seconda canzone dell'album, insieme a Onde, che mi commuove per il modo di esprimere la paura per il futuro delle future generazioni.
REVERSE non è una canzone ma un monologo che illustra una vita vissuta al contrario, dalla vecchiaia all'infanzia. La vita dell'individuo scorre all'indietro, dalla morte al rivedere i propri cari e le persone ormai scomparse fino al tornare all'origine della vita, all'essenza, senza avere lasciti ed eredità contese. Anche se, proprio come dice l'autore, "Fortunatamente, la vita scorre verso il basso".
NOEL comincia subito dopo, una canzone scritta nella notte del Natale 2008, che esprime il pensiero del cantautore per chi soffre anche se lontano da noi. Toccato dai mali del mondo, questo "Poeta Contemporaneo" ci invita ancora una volta a riflettere sulla mancanza di generosità e sulla fiducia che, invece, "...in fondo ognuno di noi sia un angolo di cielo", un uomo che può capire e dare maggior valore alla propria vita con un gesto umano verso gli altri. L'artista mette in luce il peggior male dell'esistenza umana, l'indifferenza, contro la quale ognuno di noi deve combattere.
DANZA ADIEUriprende il discorso cominciato con la canzone iniziale del disco. La speranza di un nuovo incontro coinvolgente, l'emozione del dimenticare il passato e ciò che ti ha condotto in un posto anche solo per un momento, l'illusione del fascino, l'ammaliante profumo dell'esistenza umana, semplice e complicata al tempo stesso.

Il piccolo libriccino che accompagna l'album è esso stesso un approfondimento dell'atmosfera creata dalle canzoni. Oltre ai testi dei brani, esso riporta una storia scritta da Cesare Vanzella, un racconto "indistinto" di uomini morti durante la Seconda Guerra Mondiale (ma paradossalmente non per la Guerra) e che oggi forse sono quasi dimenticati.
Alla fine, una recensione scritta da Luigi Maieron, che esprime le emozioni diverse ed a volte conflittuali che le parole di Bonaveri hanno saputo creare.


Sono d'accordo con Germano quando dice "Come vorremmo dare la colpa al caso per scelte fatte in piena libertà". E', in fondo, quello che capita tutti i giorni, a tutti noi, quando non vogliamo guardare in faccia alla realtà creata dalle nostre stesse azioni. E invece "...si deve scegliere, ma non resistere, e stare bene, nostro dovere, nostra attitudine, nostro volere".
La vita, in effetti, non è resistenza, non è sopravvivenza. E' affrontare ogni giorno da protagonista con piena coscienza delle azioni verso noi stessi e gli altri, partecipare consapevolmente all'unicità di ogni momento, che è unico e irripetibile.

Bonaveri ha saputo trasmetterci tutto questo... in un solo album.
A molti altri artisti, mi si consenta dirlo, non basta una vita...nemmeno in reverse.


Un ringraziamento a Parole e Musica, in particolare a Patrizia Muzzi, per avere portato alla mia attenzione la bellezza delle parole delle canzoni dell'album di questo bravissimo cantautore. Un altro elogio ancora va a Germano Bonaveri, che con le sue poesie in musica ha creato un percorso di comprensione e forza, che spero sempre più persone vorranno intraprendere.

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