Guerra

L’altra notte era qui, l’ho sentito arrivare
col suo passo leggero, di temporale.
Il fratello del Lupo ha guaìto alla luna
presagendo che nulla sarà più come prima.

La primavera fuggì
(e si era appena in marzo):
ci ritrovammo aldilà del tempo, lontano da qui.

E se il dio degli amanti
si facesse neve
io lo invocherei
per gli inverni a venire
a riposare nei solchi
delle morte stagioni,
ch’io non possa più fingere
e non m’illuda domani.

Ora è dentro di me e lo sento re-agire:
molte vite spezzate da vendicare.
Il fratello del Lupo ha fiutato il destino,
inseguito sui monti dell’appennino.

La primavera fuggì
(e si era appena in marzo):
ci ritrovammo aldilà del tempo, lontano da noi.

E se il dio dei dubbiosi
si facesse vento,
io lo supplicherei
di soffiare lontano
l’idea inamovibile
di un disegno divino
dall’equilibrio instabile
del progetto umano.

Ma se il dio degli inganni
si facesse parola
io gli chiederei
di raccontarmi il mondo
e negli interstizi
di quel suo narrare
mi nasconderei,
per spiarlo in silenzio
e poi lasciarmi trovare.

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