XIII

XIII(Testo e musica: Germano Bonaveri)

C’è una curva dopo il ponte
che nasconde la strada:
non si vede l’orizzonte
ma è destino che vada.
M’ incammino nella nebbia
che accoglie il mio respiro,
ho una clessidra senza sabbia
per misurare il futuro.

Se soltanto avessi un nome
ti potrei cercare,
ci fosse un modo per raccontarti
ti saprei cantare.
Implorarti di aspettare
è come chiederti in sposa,
come cercare disperatamente in giro
ma non sapere cosa.

C’è una curva dopo il ponte
che nasconde la strada,
non si vede l’orizzonte
ma è importante che vada.
Ho lasciato i miei vestiti
agli Arcangeli di Dio,
ho soltanto questo corpo nudo
che sono veramente Io.

Tredicesima pagina
di ventidue da svelare,
mietitrice in attesa,
tempo che dovrà passare.
Punto esatto di non ritorno,
istante del divenire:
è così che ci pensammo mortali
nell’apparenza dell’invecchiare.

C’è una curva appena trascorsa
che nasconde il cammino.
C’è un chiarore all’orizzonte
che promette un mattino.
E mentre tutto il tempo accade
mi lascio divenire,
perché è soltanto non essere visto
il mistero che chiamiamo morire.

    Crux Sancti Patris Benedecti
    Crux Sacra Sit Mihi Lux
    Non draco sit mihi dux
    Vade Retro satana
    Non Suade Mihi Vana
    Sunt Mala Quae Libas
    Ipsa Venena Bibas

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