Scivola via

Scivola via - Germano BonaveriClasse millenovecentoventitre',
sei lo specchio degli anni miei,
gli ideali sono scuse per esistere
col coraggio di vivere.
Ma se guardi bene in fondo all'orizzonte
vedi solo nuvole,
come in fondo all'esistenza di ogni essere
c'e' un lottare inutile...
ma che sapore ha la riconquista della liberta'

Il disco d'esordio, registrato con il nome della band che ancora oggi, pur nella fisiologica rotazione di alcuni elementi, mi accompagna nei concerti, registrato presso gli studi di Groove Factory con la produzione artistica di Christian Lisi e la produzione esecutiva di Fabbrica di Parole & Musica, distribuito da WARNER Music talia.

Germano Bonaveri: chitarra e voce
Antonello D'Urso: Chitarra
Luca De Riso: basso
Nicola Morali: pianoforte
Luigi Bruno: batteria
Gloria Bonaveri: coro


tracce

01 - La ballata delle Rivolte
02 - Classe 1923
03 - Scivola Via.
04 - Randagio
05 - Non ci Sei
06 - Albero
07 - Cenere
08 - Mani
09 - Angelo
10 - Contro

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Dice del disco Frank Vincent:

Il timbro vocale di Germano Bonaveri, compositore e vocalist dei “Resto Mancha”, band bolognese emergente, fa ricordare molto da vicino le atmosfere diffuse dai brani de “I Nomadi” ma, la musica che scaturisce da questo CD, sembra invece fondere assieme gli stili di Sergio Cammariere e di Gianmaria Testa. Il risultato è appunto questo nuovo cd “Scivola via”, curatissimo nei testi (tutti firmati Germano Bonaveri), che in più di un’occasione abbracciano tematiche legate all’impegno sociale ed alle problematiche odierne; basta leggere alcune strofe de “La ballata delle rivolte”: (“Quanta tristezza in un telegiornale/ quanto coraggio seduto in poltrona/ tu per fuggire puoi cambiare canale/ c’è un bimbo che spara e nessuno consola); oppure ancora ascoltare “Classe 1923” per ritrovare dei chiari riferimenti a “Che Guevara”, senza dimenticare il brano “Contro” che si erge proprio a manifesto della poetica e degli ideali del gruppo: (“Contro chi condanna intere nazioni/Contro i pregiudizi senza un’opinione/Contro i perbenisti delle civiltà).

Messaggi forti, chiari, che inneggiano alla libertà, alla speranza, al riappropriarsi di un io interiore che soccombe sempre più ad una martellante quotidianità: (“Puoi davvero ritrovare quella solitudine che accende il cuore”/ “Quel silenzio devastante dentro di te” [da “Albero”]). Musicalmente il cd si muove e fonde tra loro ritmi sincopati: jazz, swing, blues, a tratti ska in “Scivola via”, divenendo un tango jazzato in “Classe 1923” e finendo quasi a ritmo di tarantella in “Contro”. Unico rammarico del cd, il poco spazio riservato alla voce corale femminile di Gloria (sorella di Germano) che speravamo di sentire magari in qualche duetto. Tra i brani più interessanti sicuramente “Classe 1923” e “Cenere”.

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