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Cantautore bolognese classe 1968, all'attivo 5 album: Scivola Via, Magnifico, Città Invisibili, L'Ora dell'Ombra Rossa e La Staffetta.
Scrive di Lui R. Caselli su JAM ONLINE: "Bonaveri è una delle poche belle realtà attuali che sanno ancora scrivere una canzone con una scelta linguistica colta, un senso della rima non banale e un approccio originale. Per questo ogni brano ha in sé qualcosa di speciale, di personale che diventa universale. La staffetta, L'indomani e soprattutto Ricordo di figlio sono altre piccole gemme da scoprire con discrezione e cantare a gran voce".

Attualmente è in lavorazione un nuovo inedito ed un BEST OFF che dovrebbe uscire per FONOPRINT Bologna nel 2018, contestualmente ad un importante lavoro teatrale realizzato con la collaborazione artistica di Maurizio Biancani, Daniele Sala e Monica Faggiani. 
Sempre quest'anno è iniziata la collaborazione con Red & Blue, prestigiosa agenzia di comunicazione, promozione e ufficio stampa nel settore discografico ed eventi in genere.

 

 

Milizia poetica e sociologia militante nella fabbrica di un cantautore

A cura del Prof. Andrea Guasparri

Come certi critici d’arte snob, che pensano che mettere la firma su un quadro sia roba da pivelli, i poeti “laureati” di solito sono restii a svelare i segreti della loro poesia, o fanno finta di non sapere nemmeno loro perché scrivono. E, se si aprono, lo fanno in modo tipicamente ermetico (questo almeno per molta poesia italiana degli ultimi 90 anni).
Non così il cantautore Bonaveri (ma naturalmente, come altri suoi colleghi, anche Bonaveri è un poeta), di cui questo volume raccoglie tutti testi prodotti fino ad oggi. Il poeta Bonaveri non è per fortuna un poeta laureato, come non lo erano Pasolini o De André.

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Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti

di Italo Calvino

C’era un paese che si reggeva sull’illecito. Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perché quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si è più capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cioè chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti.

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Più di una canzone...

Maria Francesca Lovisolo mi scrive, e dopo autorizzazione volentieri pubblico, perché quello che ha scritto vale più di una canzonetta:

"ti ho conosciuto quest'inverno al FolkClub a Torino.
Ho ascoltato le tue canzoni, ho ascoltato il loro eco, che si è sedimentato, e come mi è successo altre volte più passava il tempo e più mi avvicinavo al tuo dire al tuo sentire. Ora sei integrato e capisco bene ciò che fluisce nella tua musica e nelle tue parole.
Ora sei un compagno di strada e ti scrivo, come mi avevi chiesto. Non pretendo che ti ricordi di me ,non è questo l'importante.Comunque per darti un elemento sono la pastora di pecore di un paesino dell'astigiano.
Questo ho da dirti: GRAZIE Germano, hai accompagnato il battere arrabbiato del mio cuore, le tue parole "ci sono" e curano questo mio nostro dolore, sono voce solidale che ci unisce nella lotta,  continua ,continua sempre più forte a riflettere a dire a CANTARE. Sono indispensabili tante voci ,tante ,anche la tua, in questi giorni in cui le ragioni di un popolo si cercano di zittire di irridere di disprezzare di ignorare di negare ; ma ogni volta che un popolo si unisce nella lotta ha SEMPRE una grande ragione e la storia lo sa.........."scoprii che questo lancinante mondo umano non offre idee ma solo barriccate.." Se passi da Torino a cantare vorrei proprio poterlo sapere.

Ciao,per ora, mimma."

Erasmo da Rotterdam

...E ancora: quale città ha mai accettato le leggi di Platone o di Aristotele, le massime di Socrate? Cosa poi indusse i Deci ad immolarsi spontaneamente agli Inferi? Cosa attrasse Quinto Curzio nel baratro se non la vanagloria, dolcissima Sirena, però straordinariamente condannata dai vostri sapienti? Vi è infatti, dicono, follia maggiore delle umilianti carezze profuse al popolo dai candidati, dell'acquisto di suffragi con elargizioni, dell'andare a caccia di tanti applausi dalla gente folle, del compiacersi delle acclamazioni, del farsi portare attorno in trionfo come una statua esposta all'ammirazione popolare, dello star ritti in piazza fatti di bronzi?

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